Il Verbale della Conferenza

   Il verbale della conferenza fu redatto e sistemato da Adolf Eichmann, responsabile della questione ebraica per la Gestapo. Secondo questo documento, Heydrich aprì la conferenza comunicando ai presenti che, la deportazione di tutti gli ebrei verso l’Europa dell’Est, aveva preso avvio sulla base di un’esplicita autorizzazione di Hitler. Ribadì, inoltre, come la gestione di tutta la questione ebraica, nella sua dimensione europea complessiva, fosse di sua esclusiva competenza.

   •  Il verbale della conferenza, 20 Gennaio 1942


   Tema irrisolto sul tavolo della conferenza, fu il trattamento da riservare ai cosiddetti Mischlinge (persone con un solo genitore o nonno ebreo) e agli ebrei sposati con tedeschi. Il tentativo di Heydrich, di fare rientrare queste due categorie sotto il suo controllo, era un’ingerenza diretta nel campo di azione del Ministero degli Interni, rappresentato alla conferenza dal Segretario di Stato, Wilhelm Stuckart. Heydrich non riuscì a vincere le resistenze di Stuckart, e la questione venne rimandata ad un’ulteriore incontro. La difficoltà di trovare un accordo su questo tema, si riflette nelle quattro pagine dedicate, appunto, alle diverse proposte di soluzione, sulle complessive quindici pagine di verbale.

   Il fatto che alla conferenza non ci fu un vero e proprio dibattito, né una discussione articolata sui vari aspetti tecnici, quanto piuttosto la presentazione e la condivisione di risultati e scelte ormai già in atto, emerse con evidenza durante il processo a Eichmann (aprile 1961 - maggio 1962), in cui egli affermò che, tutti i rappresentanti dei Ministeri e degli uffici coinvolti nella conferenza, si espressero apertamente e chiaramente in accordo allo sterminio degli ebrei. Per questo motivo, il verbale fu più volte riscritto: sia per smussare eventuali dichiarazioni troppo drastiche e esposte, che per rendere esplicita la collaborazione e la condivisione delle varie rappresentanze. Eichmann dichiarò inoltre di aver ricercato alcune informazioni per il discorso introduttivo di Heydrich. A pagina 6 del verbale, si trova così una tabella statistica, prodotta dallo stesso Eichmann, e attestante in “circa 11 milioni” il numero degli ebrei d’Europa che “sarebbero stati interessati dalla soluzione finale della questione ebraica”.

   La tabella completata da Eichmann riporta, in realtà, qualche “illuminante” inesattezza. Per quello che riguarda il Generalgouvernement (territorio ad Est della Polonia, non direttamente annesso alla Germania) e la Romania, Eichmann ritoccò  le cifre al rialzo, in corrispondenza al sopraggiunto allargamento dei territori occupati in Galizia e Bessarabia. I numeri riguardanti l’Unione Sovietica furono notevolmente gonfiati, probabilmente a scopi propagandistici, fino a 5 milioni. Per l’Olanda, le presenze furono correttamente portate da 135.000 - indicate in una precedente ricerca - a 160.800. Per l’Estonia non esisteva alcun numero ufficiale; Eichmann riportò tuttavia l’indicazione Judenfrei (libero da ebrei), lasciando così intendere in maniera inequivocabile, che, gli ebrei che non erano riusciti a fuggire, erano sicuramente caduti per mano delle Einsatzgruppen (Squadre speciali di azione, incaricate delle fucilazioni di massa). Nel caso della Francia, Eichmann considerò anche gli ebrei presenti nelle colonie Nord-africane. La dimensione complessiva delle cifre riportate nella tabella non lascia dubbi rispetto all’impatto, su scala europea, del progetto di genocidio.